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Conviviale web Piattaforma Zoom – conversazione con Maria Paola Chiesi “Kilometroverdeparma”

9 Marzo 2021 alle 18:30 - 20:00

martedì 9 marzo 2021, ore 18,30, sulla piattaforma web Zoom abbiamo avuto una  conversazione con la dott.ssa Maria Paola Chiesi, Presidente tra l’altro del Consorzio Forestale Kilometroverde Parma ci parlerà del Kilometroverdeparma(https://www.kilometroverdeparma.org/), importante progetto di riforestazione a Parma e Provincia. Intervistata dal nostro Gianmarco Beltrami.

Sarà anche l’occasione per presentare il nostro service Gocce d’Acqua Premio per l’Ambiente

Resoconto della serata a cura di Giovanna Pavesi:
Piantare un albero per prendersi cura del prossimo, dell’ambiente, delle generazioni del futuro e, più in generale, del pianeta. Perché le piante rappresentano ancora la più antica e migliore tecnologia a disposizione dell’umanità per sottrarre l’anidride carbonica dall’atmosfera. A sostenerlo è Maria Paola Chiesi, presidente del consorzio forestale Kilometroverde Parma, ospite il 9 marzo della conviviale organizzata da Rotary Club Parma Est dedicata all’ambiente e alla sostenibilità. Coordinatrice di Chiesi Foundation, organizzazione no-profit per la responsabilità sociale d’impresa, l’imprenditrice da tempo diffonde la cultura della sostenibilità ambientale (e sociale).

Il progetto, oltre a creare boschi permanenti in tutta la provincia di Parma, serve a contrastare l’emergenza climatica, che Chiesi descrive come una crisi più devastante di quella pandemica. “Sottoscrivo questo pensiero e aggiungo che l’ambiente va rispettato sempre: è un imperativo; è un nuovo paradigma culturale e religioso, del rapporto uomo e creato – ha dichiarato, in apertura, poco dopo il tocco della campana, il presidente del Rotary Club Parma Est, l’avvocato Giancarlo Buccarella -. Papa Francesco, con l’enciclica verde ci esorta a un’ecologia integrale. Gesti quotidiani e semplici, come quello di piantare un albero contribuiscono a salvare il nostro pianeta, così tanto martoriato”.

Il nostro territorio è fortemente inquinato e non dipende solo da noi, ma anche dalla sua orografia: ci troviamo in una valle dove si concentrano gli inquinanti che provengono da tutto il mondo”, ha spiegato Chiesi, rispondendo alla prima domanda del socio Gianmarco Beltrami che l’ha intervistata. “Volevamo realizzare un progetto che avesse una valenza ambientale e sociale – ha specificato l’imprenditrice -. Da qui è nata l’idea di creare un consorzio per riforestare il più possibile il nostro territorio che, anche a causa della forte industrializzazione, dell’ urbanizzazione e dell’agricoltura sempre più meccanizzata (che ha fatto sparire tutte le piante e le loro biodiversità), vede un forte utilizzo di suolo. L’idea era quella di tornare alle nostre origini riportando gli alberi, che ci offrono tanti benefici di natura ambientale e di contrasto e lotta al cambiamento climatico”.

Come ricordato dalla dott.ssa Chiesi, il gruppo di lavoro attorno al consorzio verde aveva definito statuto e progettualità già nel maggio 2019 e, poco prima del lockdown,  a gennaio 2020 aveva cercato notaio e altri soci fondatori per ufficializzare l’idea. “A marzo 2020, poi, si è gettato il cuore oltre l’ostacolo e si è partiti”, ha ricordato Beltrami, anticipando l’imprenditrice. Che poi ha spiegato: “Con la crisi pandemica gli appuntamenti sono stati rimandati, ma noi (cioè Davines, Chiesi e poi Laterlite, i soci della prima ora), abbiamo continuato a lavorare e il 6 maggio dello scorso anno abbiamo costituito il consorzio, con 100 ettari di terreno. Poi si è aggiunto Dallara e a oggi siamo 34 soci (tra cui anche Barilla, come ricordato da Andrea Belli, che è socio sostenitore del consorzio): alcuni sono ordinari (chi ha consorziato il terreno) e altri, invece, sono sostenitori, coloro cioè che contribuiscono finanziariamente o con un contributo esperienziale alla vita del consorzio”. Tra gli scopi del consorzio c’è sempre stato quello della partecipazione diffusa e di un progetto aperto alla cittadinanza, che non riguardasse soltanto le industrie più virtuose. “Abbiamo sia aziende (manifatturiere e di tutte le grandezze) che associazioni, come Parma io ci sto!, Legambiente, Wwf e Parma sostenibile. Ma c’è anche il rugby, gruppi di architetti e l’ente Parchi del ducato, che rappresenta il nostro collegamento con la Regione Emilia-Romagna e un progetto di 4 milioni e mezzo di alberi”, ha proseguito l’imprenditrice. Il consorzio, da novembre 2020 a oggi, ha già messo a dimora 12mila piante, la stragrande maggioranza delle quali è su terreni privati di soci consorziati. “Il 21 novembre – ha detto Chiesi – siamo partiti con delle attività che hanno coinvolti i ragazzi di alcune scuole superiori che, grazie ai protocolli dell’alternanza scuola-lavoro, hanno potuto mettere le proprie mani sugli alberi e prendersene cura”. Ma sono stati molti anche i cittadini volontari che hanno chiesto di poter partecipare alla messa a dimora delle piante e che, non potendolo fare per le misure anti-Covid si sono attivati con un’altra modalità. “A  dicembre abbiamo proposto una raccolta fondi con piattaforma  crowdfunding e abbiamo raccolto 25mila euro in tre settimane”, ha spiegato Chiesi. “Favoriamo soprattutto i boschi permanenti, perché permettono di creare ambienti favorevoli anche alla biodiversità e nuova socialità, ma accettiamo anche l’arboricoltura da legno, che prevede di riutilizzare il legno per fare mobili o per fare carta, dopo turni lunghi 40 anni, mentre non accettiamo assolutamente arboricoltura da legna da ardere – ha dichiarato la presidente di Kilometroverde Parma -. I giovani erediteranno un pianeta malato, che non sarà in perfetta forma, e anche se forse sono già abbastanza sensibili è importante partire da loro per diffondere l’educazione al verde e al rispetto della natura che la nostra generazione non ha avuto. Partiamo dai ragazzi, ma non ci dimentichiamo di tutti gli altri”.

Mi complimento per la grande competenza tecnico-scientifica – ha dichiarato Vito Felice Uricchio, già direttore IRSA CNR, al termine dell’esposizione di Chiesi -. Noi, in Puglia, abbiamo avviato un percorso orientandolo alla bonifica di territori inquinati (a Taranto ne abbiamo molti). Il comportamento collettivo con l’introduzione di piante sul suolo crea tanta biodiversità, agevolando, per esempio, la proliferazione di api o di insetti. Il lavoro che avete avviato è straordinario”.

In occasione della conviviale, il presidente Buccarella ha presentato anche il premio “Gocce d’acqua”, proprio sul tema ambiente. “La presenza del prof. Uricchio ma anche del prof. Paolo Mignosa, dei nostri soci Salvatore Iannotta, Andrea Chiesi e Gino Gandolfi, non è casuale – ha chiarito il Presidente, mostrando un video di presentazione del concorso -. Il premio, anche sul richiamo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Uniti, ha l’obiettivo di individuare e premiare una persona di rilievo nazionale o internazionale che si è distinta nella tutela delle acque. Dopo aver costituito una commissione, con Salvatore Iannotta, Mignosa, Uricchio, Chiesi e Gandolfi ci siamo messi all’opera”. Con il coinvolgimento di altri soggetti come l’Università di Parma, il Consiglio nazionale delle Ricerche, Chiesi Farmaceutici, il Ministero dell’Ambiente, il Comune di Parma, il FAI, Autorità del Bacino del Po’  e l’Accademia delle Belle Arti di Brera, il riconoscimento potrebbe essere consegnato in una cerimonia pubblica, immaginata per il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente. Il Premio consisterà nella consegna di una statuetta o altro oggetto dal valore simbolico, su bozzetto di uno giovane artista studente dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, vincitore dell’apposito bando concorso di idee, che verrà pubblicato in questi giorni. “È un progetto che nasce da Parma ma che ha un respiro più ampio – ha detto, in conclusione Buccarella -. Per il premio abbiamo scelto una frase di Madre Teresa di Calcutta: ogni azione che compiamo è come una goccia nell’oceano, ma se non lo facciamo è sempre una goccia in meno

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Dettagli

  • Data: 9 Marzo 2021
  • Ora:
    18:30 - 20:00