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Conviviale web Piattaforma Zoom – conversazione con l’ing. Massimo Maffeis “Innovazione nell’ ingegneria strutturale e valore economico della bellezza”

2 Marzo 2021 alle 18:30 - 20:00

martedì 2 marzo 2021, ore 18,30, sulla piattaforma web Zoom abbiamo avuto una conversazione con l’ing. Massimo Maffeis, ceo della Maffeis Engineering (società leader nell’ingegneria strutturale https://www.maffeis.it/ ), ci ha parlato  dell’ Innovazione nell’ ingegneria strutturale e valore economico della bellezza; intervistato dal nostro Marco Zarotti e introdotto dal prof. Gianni Royer Carfagni

Resoconto della serata a cura di Giovanna Pavesi:
È stato definito un visionario realista. Sognatore, capace e concreto. Perché nel 2000, appena prima di compiere 30 anni, al termine del suo percorso di studi, aveva ideato un software per progettare tensostrutture da circo. Oggi, però, Massimo Maffeis, oltre ad aver conservato capacità, inventiva e un’indiscussa praticità, è diventato l’amministratore delegato della sua Maffeis Engeneering, società leader nell’ingegneria strutturale, che da Solagna, in provincia di Vicenza, è arrivata in tutto il mondo. Sia con le proprie opere d’arte strutturali, i ponti mobili, la progettazione di stadi, musei e strutture speciali, sia con i suoi uffici. Il Ceo dell’azienda è stato ospite della conviviale del Rotary Club Parma Est del 2 marzo, in cui si è discusso di “Innovazione nell’ingegneria strutturale e valore economico della bellezza”.

Quando andai a trovare Gianni Royer Carfagni, docente dell’università di Parma, oltre a cercare di assorbire qualcosa sul tema innovazione, parlammo di questa interessante realtà veneta. Il successo della Maffeis è dovuto essenzialmente al genio, alla tenacia e alla propensione al rischio di Massimo Maffeis e la genesi di questa azienda è molto emozionante”, ha dichiarato, in apertura, il presidente del Rotary Club Parma Est, l’avvocatoGiancarlo Buccarella, presentando l’ospite e salutando i presenti (tra cui Silvano Galli, presidente del Rotary Club Viareggio, e Giovanna Mastrotisi (PDG 2031)  che hanno definito “stimolante e molto interessante il dibattito e la presentazione”).

Intervistato dall’architetto Marco Zarotti (presidente eletto per l’annata 2022-2023), Maffeis è stato introdotto da Carfagni, che, prima di tutto, si è posto l’interrogativo sulla possibilità di attribuire un valore, in termini economici, alla bellezza di una costruzione. “Stiamo vivendo un rinascimento dell’ingegneria strutturale, perché abbiamo la possibilità di utilizzare nuovi materiali, ma anche le tante potenzialità fornite da software sempre più completi. Questo ci permette di realizzare costruzioni sempre più complesse, performanti e belle – ha spiegato il docente dell’Ateneo -. Maffeis è giovanissimo per quanto ha realizzato e l’innovazione, per lui, è sempre stata sia un obiettivo personale, ma anche un fine per far crescere le aziende. Io lo definisco un visionario realista, perché solo un visionario con buon senso pratico, iniziando con la scrittura di un software home made, avrebbe potuto costituire un’azienda del genere”. Architettura, bellezza e innovazione sono stati i tre temi dibattuti durante la conversazione. “La mia società è nata con me: in Italia ci sono attività a cui nessuno pensa, ma il mondo del circo era rappresentato, fino al 2000 da quattro aziende al mondo, di cui tre italiane (e due localizzate a Bassano del Grappa, sempre nel Vicentino) – ha spiegato Maffeis -. Io, da neolaureato e alla ricerca di un’attività, perché come tanti dopo l’università lavoravo come libero professionista, ho avuto un primo approccio con la scrittura di quel software. Da quel giorno, oggi abbiamo uffici a Sidney, Toronto, New York e siamo anche in tutta Europa. Senza volerlo, mi sono trovato con una società di 180 dipendenti, 25 persone dello staff estero e 12 uffici. Partendo da zero e facendo un passo alla volta”. E di passi, la Maffeis Engeneering, in effetti, ne ha fatti: i dipendenti sono tutti a contratto e, per volontà del Ceo, nessuno lavora a partita iva. In 20 anni, partendo dai tendoni da circo, oggi la società di Solagna è diventata tra le principali realtà che si occupa di strutture speciali e accoglie tanti laureati (anche provenienti dall’ateneo di Parma). “Ci occupiamo di ponti, viadotti, strutture particolari (come in tela e cinetiche), che sono la nostra passione: il più grande ponte rotante sul canale di Suez, per esempio, è il nostro”, racconta, entusiasta, l’ingegnere , che ha elencato poi i più importanti (e recenti) lavori della sua azienda, come la realizzazione della sede di Iperceramica, realizzata con l’architetto Mario Cucinella, o il complesso commerciale e residenziale “Doha Oasis”, in Qatar. “Noi non seguiamo solo la parte di progettazione, ma tutti i passaggi – ha aggiunto Maffeis, che ha poi raccontato anche come è iniziata la sua carriera – Da buon italiano, a 27 anni, non avendo i soldi per comprare il software che progettasse i teloni da circo, mi sono lasciato ispirare e sono partito con questo progetto. Attualmente, su 180 dipendenti, 11 sono sviluppatori nostri, che ottimizzano e velocizzano le nostre attività interne”.

Per Maffeis, che da tempo supporta il lavoro di diversi architetti, la bellezza ha acquisito un valore fondamentale e mostrando gli esempi del Colosseo, dell’arena di Verona e di quella di Pompei ha detto: “Si tratta di realizzazioni già uniche in epoca romana ma che, anche dopo millenni, sono ancora utilizzabili. Non c’era solo bellezza e ricerca, ma anche l’effetto della durabilità, il mantenimento e il gusto”. Unito al tema della magnificenza di alcune tra le più importanti opere architettoniche, l’ingegnere vicentino, ricordando di aver sviluppato una forte propensione al dettaglio, ha affrontato anche il tema della durevolezza delle strutture nel tempo e del ribasso del budget. “In Italia, purtroppo, costa meno la demolizione che la riqualificazione di una struttura – ha spiegato Maffeis -. C’è poi tutto il tema della speculazione e del budgeting: in questo Paese, di solito, viene premiato chi riduce il prezzo il più possibile e viene svilito il valore intrinseco dell’opera. Ci troviamo, a 30 anni dalla costruzione, edifici che dobbiamo demolire e ricostruire. Ma che valenza ha demolire una struttura per poi riaverla esattamente identica?”.

L’ospite, che nel corso della conversazione ha spiegato come è strutturata l’azienda, si è soffermato anche sul tema della motivazione del suo team, del valore di un’opera (e la sua attrattiva) e di un generale impoverimento sociale: “Chi lavora in ufficio non ha solo bisogno di uno stipendio, ma anche di una gratificazione. Perché chi solleva e costruisce uno stadio ha bisogno di emozionarsi e questo è un principio che va oltre l’ingegneria. Noi abbiamo difficoltà a trovare ingegneri preparati, all’uscita dell’università, anche perché il livello sta calando tanto”. Infine, il tema dell’inventiva e della capacità tutta italiana di rimuovere un ostacolo e andare avanti: “All’estero abbiamo messo a lavorare ragazzi italiani, perché hanno una certa flessibilità rispetto agli altri. Se viene posto loro un problema, gli italiani cercano di risolverlo, anche se al di fuori del loro campo, cercando di trovare una soluzione. Io non avevo mai lavorato con le tensostrutture per il circo, ma sapevo leggere i liberi e possedevo una coscienza”.

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Dettagli

  • Data: 2 Marzo 2021
  • Ora:
    18:30 - 20:00